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    Motto: Uhuru na Umoja
   (swahili: Unità e libertà)

 

 

La Tanzania è un paese stupendo, sia nei suoi immensi parchi naturali, sia nella costa che si affaccia sull’Oceano Indiano. E’ anche un paese poverissimo, che ha bisogno di mezzi, fondi e consulenze tecnologiche che solo l’Occidente può fornire.
La maggior parte del territorio della Tanzania è costituita da un'ampia sezione delle alte terre africane orientali, che qui raggiungono un'altitudine media di 1.200 m. Isolati gruppi montuosi si innalzano nelle regioni nord orientali e sud occidentali, caratterizzate da massicci vulcanici che a nord-est, al confine con il Kenya, culminano nel Kilimangiaro, la vetta più elevata del paese e del continente (5.895 m)
Il territorio è ricco di foreste, mentre sugli altipiani domina la savana: ai piedi del Kilimangiaro si estende la Steppa dei Masai.
Il clima della Tanzania è tropicale, influenzato dagli alisei e dai monsoni che causano intense precipitazioni tra i mesi di marzo e maggio e tra ottobre e dicembre. Questi periodi si alternano a stagioni più asciutte, durante le quali si registra una temperatura media di 27 ° C. Solo nelle regioni più settentrionali il clima è di tipo equatoriale, con precipitazioni particolarmente intense lungo la costa e sui versanti del Kilimangiaro. Meno piovose sono le regioni interne dell'altopiano, dove le escursioni termiche sono più accentuate.
La Tanzania ha una popolazione di 36.800.000 abitanti (2005), con una densità media di 42 abitanti per km². L'area maggiormente popolata è la fertile regione del Kilimangiaro; meno popolate sono le alte terre centrali, dove la forma di insediamento dominante è il villaggio tradizionale.
Oltre il 90% della popolazione della Tanzania consiste di gruppi nati nel luogo dove risiedono (autoctoni), la maggior parte dei quali parla dialetti bantu. I maggiori gruppi etnici sono i sukuma e i nyamwezi. Altre etnie importanti sono gli haya, gli ngonde, i chaga, i gogo, gli ha, gli hehe, i nyakyusa, i nyika, gli ngoni, gli yao e i masai. Il paese è inoltre abitato da minoranze indiane e pakistane, oltre che da comunità arabe ed europee.
La lingua ufficiale del paese è lo swahili; diffuso è anche l'inglese, oltre ai numerosi dialetti delle popolazioni autoctone.
Da quando il paese ha ottenuto l'indipendenza (1961), il governo ha incentivato programmi di sviluppo del sistema scolastico, rendendo obbligatoria l'istruzione dai 6 ai 14 anni. Per questa ragione oggi la Tanzania ha un tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta particolarmente elevato rispetto agli altri paesi africani (80,2% nel 2005). Le due principali università si trovano a Dar es Salaam e a Morogoro.
La città principale e il più importante centro portuale e industriale del paese è Dar es Salaam (2.550.000 abitanti). Altri insediamenti di rilievo sono Mwanza, porto sul lago Vittoria, Tanga, centro industriale e portuale, e Dodoma (190.000 abitanti), che nel 1973 ha sostituito Dar es Salaam come capitale della Tanzania. La città di Zanzibar è il centro principale dell'omonima isola.
Lungo la costa le città e le isole divennero ricchi centri di commercio dell’ Oceano Indiano. La Tanzania vide fiorire e cadere una potente civiltà islamica, che ha lasciato in eredità la lingua swaili. Dopo l’arrivo dei primi esploratori il paese subì nel diciannovesimo secolo la colonizzazione tedesca. La Tanzania ottenne l’indipendenza nel 1961 e, con l’annessione di Zanzibar nel 1964, venne proclamata la Repubblica Unita della Tanzania.
Più a ovest, il paesaggio è dominato dalla magnifica catena montuosa Mahale,  i cui pendii nascosti dalla nebbia, formano le rive del profondo e misterioso  lago Tanganyka. L’altopiano di Kitulo, a sud, è la delizia degli studosi di botanica:  infatti è chiamato “il giardino di Dio”. Come non ricordare poi il Kilimangiaro…il tetto dell’ Africa, alto 5895 metri situato a  3 gradi a sud dell’equatore, è la più alta vetta solitaria al mondo. La vista del Kilimangiaro è spettacolare per chi arriva in Tanzania con l’aereo.
La Repubblica Unita della Tanzania si trova in Africa Orientale e confina ad est con L’Oceano Indiano, a nord con il Kenia e l’Uganda, ad ovest con il Burundi, il Ruanda e la Repubblica Democratica del Congo, e a sud con il Malati e il Mozambico; è divisa in molteplici regioni ben delimitate con differenti  caratteristiche geografiche: nell’area meridionale ci sono le pianure costiere, le steppe dei Masai, i boschi miombo e gli altopiani. La savana e la boscaglia ricoprono tutto il paese, i deserti semi aridi si trovano nella regione di Dodoma, mentre le montagne vulcaniche si possono vedere a nord-est e a sud-ovest. Tra queste ci sono la  “Greast Rift Valley”, gigantesca frattura nella crosta terrestre.
La Tanzania è considerata la culla del genere umano perché nelle Gole di Olduvai, furono scoperti i resti di un Homo Habilis (Zinjanthropus) vissuto 1 milione e 750 mila anni fa.
La capitale amministrativa è Dodoma, la capitale commerciale è Dar es Salam, la superficie è di 945.087 Kmq e comprende la parte continentale del paese e le isole Zanzibar e Pemba.
L’ora locale è di tre ore avanti rispetto all’ora di Greenwich.
Il clima è caldo e nelle zone costiere umido ma mitigano dei venti che vengono dal mare. Per quanto riguarda la religione, parte della popolazione (23%) pratica culti animisti, il 33% è musulmano e il 34% cattolico, mentre solo pochi osservano forme locali di culto.
La Tanzania è un vero e proprio paradiso per gli ornitologi (più di mille specie da vedere nei vari habitat).
Come non ricordare Bagamoyo (68 Km. A nord di Dar es Salam) che durante l’epoca del commercio degli schiavi e dell’ avorio, divenne un “sito obbligatorio” (è stato dichiarato patrimonio dell’umanità). Si dice che il nome Bagamoyo derivi dal pianto degli schiavi portati qui dall’entroterra dopo un lungo cammino in attesa di essere venduti e spediti. Il termine “bwaga moyo – lascio qui il mio cuore”. Tracce del commercio degli schiavi sono le catene fissate alle cave di pietra dove era incatenata la merce sventurata.
La savana è ricca di maestosi  baobab, la grande pianta possente, rifugio per animali di tutte le specie, riserva di cibo, spesso gigante solitario maestoso che sfida vento e sabbia, eppure così fragile; finché rimane in piedi è ammirato e protetto, ma quando cade, rimane fra la polvere inutilizzato. Triste destino di un colosso che ha visto generazioni e generazioni nei suoi lunghi anni di vita; l’Africa anche lei è grande, pronta a sfidare intemperie e sciacallaggini, ma, anche lei, è come il baobab se costretta ad affrontare da sola gli infiniti problemi che si accumulano giorno dopo giorno, puntuali all’alba e immancabili al tramonto…

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